Hiroshima

Hiroshima

Hiroshima, l’olocausto nucleare, una violenza distruttiva inaudita, una vergogna per l’umanità. La città è stata ricostruita, ma ancora oggi, si possono incontrare uomini e donne che recano sui loro corpi i segni di una barbarie atroce. All’interno del progetto “I don’t care”, ambientato in Giappone e realizzato interamente con uno smartphone, ho cercato di esprimere il concetto di sopportazione che ogni giapponese esprime, vivendo con pazienza e apparente distacco, ogni singolo momento della sua esistenza. In questa fotografia, una coppia di studenti, si ferma a pregare dinnanzi alla targa commemorativa posta nell’area del Dome, l’utima rovina della città di Hiroshima, ancora esistente. La natura rappresentata dagli alberi che nasconde la struttura di acciaio liquefatto che era la sommità della cupola. Questa inquadratura, mi colp+ profondamente, rappresentava per me la vittoria della natura sulla devastazione assoluta. Un messaggio di grandezza e al contempo di speranza. Questa fotografia ha vnto il secondo premio del A.P. european photojournalism award nella categoria “Paesaggi urbani – Supporti tecnici alternativi” Scattata con Samsung GAlaxy Note III, postproduzione effettuata con Photoshop per Android.