Escher

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Un grande maestro di fotografia diceva “ Se vuoi imparare la fotografia, leggi libri di narrativa, ascolta musica d’autore, scrivi una poesia, allena la fantasia del bambino che eri e poi, esci di casa e non limitarti a guardare il mondo, ma fallo tuo vedendolo”.
In quest’ ottica, non deve sembrare fuori luogo, recensire una mostra pittorica su di un blog fotografico, specie se l’artista in questione, si chiama Maurits Cornelis Escher, un maestro della visione basata sulle suggestioni che gli venivano regalate dal mondo che lo attorniava.
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I concetti geometrici a noi conosciuti, perdono improvvisamente di significato, forme e spazio si fondono in pieni e vuoti i cui confini, non ci sono più così evidenti. Il pieno ed il vuoto, rivedono i loro confini, riscoprendoli come assolutamente sfumati, quasi inesistenti; è la mente a comandare la realtà e non più il contrario. Escher riesce a cogliere il morfismo della realtà, catturata ed incorniciata dalla geometria esistente in natura, interiorizzandolo e riproponendolo a suo piacimento, per la soddisfazione dell’ osservatore, anche il più distratto.
Escher, antesignano dello studio della percezione visiva, con le sue opere, ha storicamente introdotto un argomento che sarà successivamente studiato e codificato dagli studiosi della Gestalt.